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Assemblea Generale

Il saluto del Card. Zuppi a Papa Leone

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Pubblichiamo di seguito il saluto del Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, a Papa Leone XIV. 

Beatissimo Padre,

è una gioia per noi tutti la sua presenza qui tra noi oggi. Ci sentiamo confermati nella fede (Lc 22,32). La nostra Assemblea Generale nella città di san Francesco, alla vigilia dell’VIII centenario della morte del Santo di Assisi, ha accolto la sua lezione di fede e di vita così attuale, con il messaggio di pace e di riconciliazione umana. Qui, sollecitati dalle parole che Lei ci rivolse a giugno scorso abbiamo scelto che le nostre parrocchie e comunità siano case di pace e di non violenza, in un tempo di tanta guerra e di sconsiderati semi di violenza e intolleranza.
Sono stati giorni intensi. Il Cammino sinodale vogliamo diventi comunione e uno stile ecclesiale, indispensabile per essere – come Lei stesso ha indicato – “una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato”. Il dialogo di questi giorni ha raccolto il cammino di migliaia di persone in questi quattro anni di cammino sinodale. Ci siamo confrontati in modo molto collegiale, buon segno perché anche la sinodalità trovi forme efficaci per coinvolgere tutti nella missione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica. Siamo consapevoli di tante attese che chiedono risposte e decisioni. Sono emerse alcune priorità. Tre principali: la trasmissione della fede, vissuta, testimoniata e celebrata; la comunità nella quale sperimentare la paternità di Dio e l’amicizia dei fratelli, che non sia un condominio e tanto meno un museo ma amicizia vera e corresponsabilità, in un tessuto umano segnato da profonda solitudine, da tante patologie e da relazioni fragili; l’impegno sociale e caritativo, perché la Chiesa è di tutti se è particolarmente dei poveri e sempre con la gratuità del dono, perché il servizio al prossimo è sempre incontro con la presenza di Gesù nei suoi fratelli più piccoli. Tutto si regge nel rapporto con Cristo, che non è un atto intellettuale, ma un incontro vivo che libera dalla condanna dell’individualismo. Vogliamo aiutare tutti a vivere una relazione personale con Lui, per fare scoprire e riscoprire con loro la gioia del Vangelo sine glossa, portandolo nelle vene dell’umanità e nella cultura, con semplicità e interiorità, in una comunicazione viva, perché “È dall’amore dell’uno che si accende l’amore dell’altro”. (Confess. 4, 14, 21). Vogliamo cercare i lontani e accogliere nelle nostre comunità i tanti assetati di senso e di futuro, i senta tetto spirituali, perché tutti desiderano che “l’oggi restasse oggi senza domani o domani potesse tendere all’infinito”. Vogliamo che questa attesa diventi esperienza, i contro e abbia un nome e un volto, Gesù. Per fare questo non abbiamo timore di scelte coraggiose!
Padre Santo, consegniamo a Lei queste nostre prime riflessioni, perché possa illuminarle con la sua parola. Portiamo nel cuore le ansie e le speranze del nostro Paese che cerchiamo di guardare con gli occhi di Gesù che vedeva le messi che già biondeggiano quando mancano quattro mesi alla mietitura. Siamo consapevoli delle difficoltà e dei nostri problemi, ma siamo pieni di speranza, pazienza e gioia. Le rinnoviamo la nostra fedeltà e obbedienza.
Grazie, Padre Santo! Ci benedica, benedica le nostre comunità e il nostro Paese.

 

20 Novembre 2025

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Si terranno on-line il 27 novembre 2025, il 15 e 29 gennaio 2026 degli incontri formativi per operatori di pastorale giovanile. L´iniziativa è in collaborazione con il Servizio Nazionale per la Tutela dei minori.
La Fondazione Migrantes e la Pontificia Università Gregoriana presentano:IL DIRITTO D’ASILOREPORT 2025“Richiedenti asilo: le speranze recluse”Martedì 9 dicembre 2025, ore 9.30Roma, Pontificia Università Gregoriana (Aula Magna), Piazza della Pilotta, 4 Con il 2025 giunge alla nona edizione il Report della Fondazione Migrantes dedicato ai richiedenti asilo e ai rifugiati, che quest’anno è intitolato Richiedenti asilo: le speranze recluse. La consapevolezza è che – a livello globale, europeo e nazionale – le convenzioni internazionali e i diritti umani risultano sempre più violati, e con essi si restringe progressivamente anche l’effettiva tutela del diritto d’asilo, mentre il numero di persone costrette a fuggire nel mondo ha ormai superato i 123 milioni. In questo scenario, le parole cambiano significato: tutela, cooperazione, sicurezza diventano sempre più spesso eufemismi che celano pratiche di esclusione, sospensione del diritto e delega di responsabilità. Così, ciò che un tempo sarebbe apparso inaccettabile diventa la “nuova normalità”. 
Comitato per la valutazione dei progetti di intervento afavore dei beni culturali ecclesiastici e dell‘edilizia diculto Comitato Beni culturali e Edilizia di culto - sezione Beni culturali