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Il fondamento
di una vita degna

bassetti
“San Paolo invita i cristiani ad essere saldi nella fede. Prima di tutto dobbiamo chiederci cosa significa essere saldi”. Così mons. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Piave, ha iniziato mercoledì 17 la sua prima catechesi.
L’Arcivescovo ha fatto riflettere i giovani sulla precarietà che ormai contraddistingue il nostro tempo: “Tutto è instabile, tutto è transitorio, tutto è liquido; la precarietà sembra essere divenuta il necessario corollario di un’idea di libertà che s’affanna a fare a mano di Dio”.
Mons. Bassetti ha parlato di “eclissi del senso di Dio”, un oblio che si radica nell’animo dell’uomo che dimentica “di essere fatto per Dio, di essere capace di Dio, di essere l’amico di Dio”. Nel rivolgersi ai giovani, ha sottolineato il loro ruolo di testimoni della scelta di radicare in Dio la propria vita. Una scelta che definisce “in controtendenza” e “scandalosa perfino.”
I giovani con la loro presenza, secondo l’Arcivescovo, dichiarano al mondo che Dio può essere, e di fatto è ancora, il fondamento della vita degna di essere vissuta e garante della dignità e della libertà di ogni uomo: “Voi siete giovani e la giovinezza è il tempo che Dio ha stabilito meraviglioso e tremendo insieme – ha precisato mons. Bassetti – gli anni nei quali con più chiarezza si sa di essere più di quello che si fa e che si ha”.
Proprio in questa fase della vita è più facile scegliere la radicalità del tutto. Ma l’Arcivescovo riconosce che al bisogno dei giovani di avere un terreno saldo in cui mettere radici per poi volare alto, risponde in realtà una cultura contemporanea che è “rozza e beona”, offre precarietà e invita quasi all’assenza di legami e di responsabilità.
Mentre “essere saldi in qualcosa” significa “essere liberi”: come i giovani che in questi giorni a Madrid – ha evidenziato ancora mons. Bassetti – stanno dimostrando di riconoscere in Gesù gli occhi di Dio in cui fissare il proprio sguardo, non da soli ma insieme ad altri; è questa la via perché il futuro non faccia più paura. Infatti, “ciascuno di voi diviene quella casa costruita sulla roccia che è riparo, protezione, per tanti altri che, ancora, vagano alla ricerca di un approdo sicuro.”
L’Arcivescovo ha valorizzato la grande capacità dei giovani di essere il volto di Gesù amico di ogni uomo. A loro è affidata la missione di essere “luce per illuminare”, guida per i propri amici “che aspettano, senza saperlo, la bella notizia del Vangelo, la vita buona del Vangelo”.
16 agosto 2011

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