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“Gesù non mi ha mai
fatto torto”

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«Sono ottantasei anni che lo servo e mai mi ha fatto torto. Come posso bestemmiare il mio re e salvatore?». Queste sono le parole di San Policarpo, discepolo dell’apostolo Giovanni e vescovo di Smirne agli inizi del II secolo, dette quando subì il martirio al rogo preferendo questo supplizio pur di non rinnegare Gesù e mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, ha voluto riportare questa risposta perché ne prova ammirazione e la sente propria: «Gesù non mi ha mai fatto torto», ha detto, e durante il suo intervento ha spiegato il motivo partendo da cosa sia per lui Gesù.
Sin dalla nascita l’uomo percorre un cammino ininterrotto di crescita e trasformazione, stabilendo relazioni con gli altri e solo quando riesce «ad amare Dio con tutto il cuore», le forze e l’anima, solo lì, si può dire che la sua vita diviene un «capolavoro», uno strumento «attraverso cui Dio opera nel mondo e conduce il mondo a se stesso. Avventura magnifica, la vita dell’uomo; ma difficile», ha ribadito il Vescovo, che ha voluto mettere in risalto l’importanza e il bisogno di stabilire una comunione con Gesù «in un rapporto continuo e permanente». Questa è la condizione principale per vivere una vita buona e autentica. Questo è un cammino di umanizzazione e tuttavia l’uomo non ha bisogno solo di Dio, ma anche degli altri, ed è proprio la fede e l’amore per Lui che ci permettono di «abbracciare con cuore puro l’umanità intera, di vincere il male col bene». Proprio per questo motivo, ha continuato Monari, abbiamo bisogno di Gesù «perché il mistero inafferrabile di Dio sia tradotto in parole e gesti umani».
L’amore di Dio è la forza dell’universo che ha preso forma umana in Gesù, ora bisogna stabilire come sia possibile vivere oggi l’incontro con Gesù, un uomo di duemila anni fa. Secondo il Vescovo, mentre il Gesù «storico» è stato presente in un luogo ben preciso, «il Signore risorto è partecipe nel mondo di presenza proprio di Dio» è quindi «presente in ogni tempo e luogo», qui, ora e così, rimane vivo come persona nel Vangelo e nei sacramenti. Sono lo Spirito e la Parola di Gesù che guidano tutto questo processo, ma «tocca all’uomo lasciarsi trasformare da Lui e, trasformati da Lui, diventare a nostra volta trasformatori del mondo e della storia perché il mondo e la storia prendano la forma di Cristo». I testi che secondo Monari possono aiutare a capire questo processo di trasformazione sono sostanzialmente due: l’inizio del racconto della passione nel vangelo di Giovanni e la preghiera di Gesù nell’orto dei Getsemani il giorno prima di morire.
18 agosto 2011

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