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Omelia in occasione della festa di San Michele Arcangelo, patrono Polizia di Stato

Cattedrale di San Lorenzo, Perugia

Signor Questore Dott. Antonio Sbordone, autorità civili e militari, carissimi fratelli e sorelle, Vi accolgo con piacere in questa cattedrale, uomini e donne impegnati a mantenere l’ordine pubblico, nella celebrazione della festa del vostro celeste patrono, l’arcangelo San Michele.
La religione ebraica, poi quella cristiana, parla degli angeli di Dio come creature solo spirituali, che vivono ed operano per la gloria di Dio, ed anzi sono suoi messaggeri incaricati di tutela delle singole persone e delle nazioni. È vero che nelle Sacre Scritture il nome talvolta “copre” Dio stesso (si dice “angelo di Dio” per indicare un intervento o manifestazione di Dio); in altri casi però il nome “angelo” indica soggetti autonomi, persone spirituali che hanno particolari compiti. È il mondo angelico, piuttosto misterioso, esistente tra cielo e terra, già messo a prova nella sua fedeltà a Dio.
Per noi, credenti in Cristo, gli angeli sono il segno che Dio è vicino all’uomo, che il cielo di Dio è coinvolto con le vicende della terra dell’uomo. Come dice la lettera agli Ebrei, gli angeli sono “inviati in servizio, a vantaggio di coloro che sono chiamati a salvezza” (Eb 1,14).
Nel cielo di Dio magnificano la sua bontà e lo lodano con il triplice “Santo, Santo, Santo, Signore Dio dell’universo”, come anche noi facciamo nell’inno del Prefazio durante la messa.
Il libro del profeta Daniele ci ha presentato una scena grandiosa avvenuta al di là del tempo: “furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano”.
Il Signore Iddio è assiso nella sua gloria, attorniato da miriadi di creature angeliche. Poi la visione del “Figlio dell’uomo”, cui viene dato potere sopra ogni cosa. Infine il libro dell'Apocalisse, descrive la grande battaglia nel cielo e gli angeli ribelli che vengono precipitati fuori. Un grande sconvolgimento che segna la storia eterna, ma anche la nostra storia, dove il bene e il male si affrontano ogni giorno.
Ecco allora il vostro compito. Come quello dell’arcangelo Michele siete chiamati ad essere accanto agli uomini del nostro tempo per difenderli, tutelarli, proteggerli assisterli… sia dalle aggressioni di gente perfida, sia nelle loro difficoltà di vario genere. Una presenza angelica che è prevenzione e difesa.
Un’azione complessa, quindi, ma assolutamente necessaria, oggi. La gente ha paura, sta diventando diffidente verso tutto e verso tutti: è un segno di involuzione, che nasce però da sofferenze subite o temute. Occorre certamente reprimere tanti fatti delinquenziali, e soprattutto coloro che organizzano la delinquenza avvalendosi di una aberrante manovalanza di disperati. Ma occorre soprattutto prevenire e scoraggiare tante forme di bullismo violento, che in modo vigliacco arrivano a colpire, e spesso uccidere, persone buone e inermi, come abbiamo visto in recenti episodi. Penso alle tante “tolleranze” di prevaricazioni entrate in uso, che creano mentalità, abitudine, costume, e che, crescendo e ampliandosi, generano alla lunga situazioni irrecuperabili. Ogni disordine personale e sociale all’origine è piccola cosa; lasciato correre, però, può diventare incontrollabile e dannoso.
In questo anno 2020, così particolare per la diffusione della pandemia, anche il corpo della Polizia ha dovuto far fronte a situazioni estreme, che nessuno si sarebbe mai aspettato. Uomini e donne del vostro corpo si sono prodigati senza sosta, non solo per mantenere l'ordine e le direttive d'emergenza, ma anche per portare a quanti vivono soli, agli anziani e ai malati aiuto e assistenza. E accompagnare i morti alla sepoltura. E' stato un tempo terribile: voglia Iddio che non si ripeta. Per questo occorre la massima prudenza di tutti e il rispetto delle regole date.
Vi auguro, carissimi, le quattro virtù cardinali: la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza, tutte incentrate sul rispetto della innata dignità dell’uomo. L’arcangelo Michele, vostro celeste patrono, guidi i vostri passi sulla via della saggezza perché anche voi possiate dire, come indica il suo nome: “Nessuno è come Dio”, ma possiate anche prendere sempre le difese della dignità d’ogni uomo e d’ogni donna, come fa e deve fare un “angelo”.
A conclusione di questo incontro di preghiera sia consentito ricordare chi tra voi s’è fatto “custode” della giustizia, pagando con la vita la sua fedeltà. Faccio riferimento a coloro che quest'anno sono caduti nell’adempimento del loro dovere. Li ricordiamo al Signore perché possano godere della sua gloria eterna. Amen!

29 Settembre 2020

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