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Dal dono al Donatore,
donando la vita

loreto
“La fede ha a che fare con gli innamorati” ha affermato il vescovo Luciano Monari per spiegare come la fede sia strettamente legata all’amore e richieda fiducia. Per avere una fede salda e vera come quella di San Francesco, che loda Dio nel suo Cantico, e come quella di Madre Teresa di Calcutta, che amava e si prendeva cura dei moribondi – ha detto il Vescovo – ci vuole un sincero atteggiamento d’amore.
Nel momento in cui una persona nasce, significa che i suoi genitori, nonostante tutto, hanno nutrito la convinzione che valga la pena di vivere; sono sostenuti da una robusta speranza. “Adesso che sono stato messo al mondo – ha affermato il vescovo Monari – tocca a me: posso rischiare il gesto gratuito dell’amore o devo sempre controllare il dare e l’avere?”.
La fede, ha spiegato, è la risposta libera all’amore di Dio: l’amore è gratuito, ma deve essere reciproco. Il Signore ama l’uomo comunque egli sia – saggio o stolto, sincero o ipocrita – ma vuole un cambiamento attraverso l’amore.
“Ma dove si manifesta la chiamata all’amore di Dio?” si è chiesto Monari.
“La sua prima dichiarazione è la natura, la terra sulla quale Dio ha scritto il suo amore. Posso conoscere la natura, ma stupirmi sempre su ciò che mi dà”. Il Vescovo ha aggiunto che una prima strada del cammino di fede rimane quella che dalla creazione, risale al Creatore: “Purtroppo spesso si compie un errore quello di considerare più importante il dono rispetto all’affetto del Donatore…”. Anche Israele, ha ricordato il Vescovo, ha fatto l’errore di prendere la Terra promessa senza considerare il Donatore; ma questo atteggiamento è effetto di una disattenzione, che dimentica come la natura non sia Dio né possa esprimere la libertà e l’amore di Dio.
Un’altra dichiarazione d’amore, ha aggiunto il Vescovo, è il donare la propria vita per gli altri, arrivando persino a sacrificarla. La presenza di Dio nel cuore dell’uomo è ciò che dà la forza in ogni momento di andare avanti.
Dall’amore di Dio – ha continuato – ciascuno ha avuto una dotazione: “Dal momento in cui siamo nati, il percorso della nostra vita è stato segnato da molti doni che ci sono stati fatti da diverse persone: può essere che Dio ci abbia parlato anche così?”
Il vescovo Luciano ha quindi esortato i giovani a ripercorrere la vita e a trovarne il filo conduttore, fino a percepire la vita come vocazione.
La terza dichiarazione d’amore – ha scandito Monari – è Gesù Cristo, la Parola eterna di Dio: entrando in contatto con Lui entriamo in relazione anche con Dio, che tanto ci ama da darci il mondo.
In conclusione, il Vescovo si è chiesto come faccia Dio ad amare questo mondo, affermando che Dio lo fa perché è convinto di portarlo alla comunione con Lui attraverso Gesù: “Cristo prova compassione e anche Dio”.
Di qui l’invito ad abbracciare un cammino di fede, a far proprio un progresso che richiede di essere mantenuto, attraverso la preghiera della mattina e della sera, la lettura quotidiana di qualche riga del Vangelo e la partecipazione alla celebrazione eucaristica domenicale, nostra risposta all’amore di Dio.
17 agosto 2011

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