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21 giugno 2018

San Luigi Gonzaga
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Coesione, chiave
per vincere la crisi

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Presentato giovedì 27 ottobre a Roma e in 30 città il Dossier Statistico Immigrazione 2011,curato da Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Caritas diocesana di Roma. La presenza regolare dei cittadini stranieri si aggira sui 5 milioni. Nell’ultimo anno sono scaduti, senza essere rinnovati, 684.413 permessi di lavoro, costringendo gli interessati al rimpatrio o al rifugio nel lavoro nero. Servono disposizioni in grado di temperare questa rotazione, anche in luce dell’apporto dato al Paese dai nuovi venuti.
“I redattori del Dossier Statistico hanno la consegna di interpretarne il significato senza consegne predefinite e senza nascondere i problemi”, ha detto mons. Vittorio Nozza, direttore di Caritas Italiana, ricordando che “non hanno fondamento accuse di superficialità, buonismo, travisamento dei fatti: l’invito rivolto a tutti è quello di confrontarsi con la concretezza dei dati e magari anche con l’esperienza diretta del fenomeno dell’immigrazione”.
I dati, appunto, fotografano un Paese soggetto a un crescente processo di invecchiamento, rispetto al quale – nota il Comitato di Presidenza del Dossier – l’immigrazione costituisce un rimedio che, seppure parziale, sarà indispensabile anche negli anni a venire. È in atto da anni la diminuzione dei nuovi nati in Italia, sui quali i figli dei cittadini stranieri acquistano un’incidenza crescente (14% nel 2010, ma 18,4% considerando i nati da madre straniera e padre italiano). Senza gli immigrati, la situazione demografica sarebbe stata ancora peggiore e si sarebbe verificata una radicale diminuzione della popolazione e della forza lavoro. I minori figli di stranieri sfiorano il milione e aumentano ogni anno a un ritmo superiore alla 100mila unità, tra nati sul posto e figli ricongiunti.
Gli immigrati sono diventati sempre più indispensabili anche per l’assistenza agli anziani. Si trova in condizione di non autosufficienza un sesto della persone tra i 70 e i 74 anni e il 45% degli ultraottantenni. Anche nel futuro – seppure con nuove problematicità – continuerà il fruttuoso incontro tra immigrati che hanno bisogno di lavorare e famiglie che hanno bisogno di assistenza: un rapporto che andrebbe integrato nell’offerta assistenziale istituzionale.
Suonano fuori posto e demagogici, sia in Europa che in Italia, i continui richiami alla “tolleranza zero” nei confronti degli immigrati. Aggravando oltremodo le restrizioni nei loro confronti si arriverebbe anche a peggiorare la situazione delle carceri italiane, ritenute tra le più sovraffollate d’Europa. Anche nei Centri di identificazione ed espulsione sono ricorrenti le proteste e talvolta anche le azioni dimostrative, specialmente dopo che la durata del trattenimento è stata aumentata a 180 giorni.
Il massimo rigore non corrisponde alla più grande efficacia e a tal fine andrebbero azionate anche altre leve: quella della collaborazione con i paesi di origine e quella dell’integrazione sul posto.
Il Dossier Statistico Immigrazione, con il suo ventennale lavoro di raccolta, elaborazione e rigorosa interpretazione delle statistiche, mostra come sia questa la direzione da seguire, con un maggiore coinvolgimento e politiche di più ampio respiro, anche e soprattutto in questa fase di accentuata difficoltà economica. Oltre la crisi, insieme: questo è il tema prescelto per il XXI Rapporto sull’immigrazione Caritas/Migrantes, perché solo attraverso la coesione solidale – che è il grande messaggio del cristianesimo – si può superare efficacemente la crisi.
27 ottobre 2011

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