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19 giugno 2018

San Romualdo
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Cifre alla mano,
il futuro del Paese

rapporto
 
“La decisione di pubblicare una serie di Rapporti-proposta riguardanti l’Italia– nasce dalla sollecitudine per i grandi problemi umani che emergono nel nostro tempo e che toccano più da vicino un paese come il nostro. I cambiamenti demografici, come le difficoltà dell’educazione, rientrano certamente in questa categoria”.
Così scrive il card. Camillo Ruini nella prefazione a “Il cambiamento demografico. Rapporto proposta sul futuro dell’Italia” (Editori Laterza), in uscita a settembre.
Il volume, ricco di dati e analisi, fotografa il Paese e i fenomeni in corso: la diminuzione delle nascite e i mutamenti delle strutture familiari, la sconfitta della mortalità precoce e l’invecchiamento della popolazione, le conseguenze demografiche dell’aborto, il ritardo nel passaggio all’età adulta. C’è spazio anche per uno sguardo sulla disoccupazione giovanile e le difficoltà delle giovani famiglie e di quelle numerose, in particolare la fatica delle donne nel conciliare cura dei figli e lavoro. Un ampio capitolo è dedicato al rapido aumento dell’immigrazione, con la sua incidenza ma anche con i suoi limiti nel contrastare il declino demografico dell’Italia. Una specifica attenzione è riservata alla distribuzione geografica dei vari fenomeni, in un paese articolato come l’Italia.
Proprio a questo livello – prosegue il card. Ruini – “si colloca l’interesse maggiore del presente Rapporto-proposta. I dati numerici e quantitativi sono analizzati e soppesati con cura, ma l’attenzione si concentra soprattutto sulle motivazioni e implicazioni antropologiche e socio-culturali, oltre che economiche, dei cambiamenti demografici. L’impegno costante è stato tenere insieme e ricondurre a sintesi evidenze statistiche e riflessione antropologica, così da far emergere l’unità della vita, personale e sociale, che sta alla base di entrambe”.
La prima parte, intitolata “Ripercorrere il cambiamento demografico”, si sofferma sui nuovi orientamenti di una società in rapida trasformazione. Alcuni approfondimenti riguardano, fra gli altri temi, il cambio di paradigma nella paternità e maternità, la crisi del desiderio, il persistente valore della famiglia tradizionale. I cambiamenti strutturali, i nuovi italiani e il popolo dei “non nati” articolano il discorso nella seconda parte, che invita a “riflettere sul cambiamento” e sui suoi nodi critici, come il transito alla vita adulta e l’influenza dei media sulla cultura della nascita. “Per una demografia sostenibile” è il titolo della terza parte, in cui si mette in rapporto la famiglia, i figli e lo sviluppo, e si individuano alcune azioni e politiche sociali per governare il cambiamento demografico.
“Il Rapporto-proposta sull’educazione proponeva ‘una sorta di alleanza per l’educazione’ – conclude il card. Ruini – a maggior ragione abbiamo bisogno di un’alleanza, o di una grande sinergia, per affrontare la nostra crisi demografica. Per essere efficace, questa sinergia deve rendere consapevoli e coinvolgere ciascuna delle componenti della nostra società, arrivando fino alle persone e alle famiglie. Solo così sarà possibile far entrare, finalmente e sul serio, la questione demografica nell’agenda politica”.
Come si legge nell’Introduzione, il Rapporto-proposta “vuole essere di stimolo a un percorso che, muovendo dalla conoscenza oggettiva delle dinamiche e delle loro ricadute in termini di qualità della vita, produca una consapevolezza capace di indurre all’azione. L’obiettivo ultimo è di poter (almeno in parte) contribuire a creare il clima culturale necessario a legittimare interventi che valgano, da un lato, ad eliminare – o anche solo ad attenuare – gli effetti negativi delle tendenze in atto; dall’altro, a dare supporto tanto a libere scelte e a comportamenti individuali che risultino utili a garantire la tenuta degli equilibri sociali del Paese, quanto a quelle istituzioni che, in uno spirito di sussidiarietà, si prodigano nel mantenere in vita la trasmissione di risorse – materiali, relazionali e valoriali – entro la popolazione e tra le generazioni che ne fanno parte”.
07 agosto 2011

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