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Ecumenismo

Cattolici-Ortodossi: celebrazione per i 60 anni dell’abolizione delle scomuniche

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“Continuiamo a camminare con ferma determinazione sulla via del dialogo, nell’amore e nella verità, verso l’auspicato ripristino della piena comunione tra le nostre Chiese sorelle”. Lo ha ribadito il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, intervenendo, il 2 dicembre, a Venezia alla celebrazione ecumenica in occasione del 60° anniversario dell’abolizione delle scomuniche tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. L’iniziativa è stata promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia per commemorare lo storico gesto che diede il via a un nuovo dialogo tra cattolici e ortodossi. “Una memoria che ci riporta ai giorni nostri: il viaggio di papa Leone XIV e l’incontro con il patriarca Bartolomeo I, le parole della Dichiarazione comune che ci hanno consegnato”, ha evidenziato il Card. Zuppi per il quale “non è un caso che papa Leone abbia scelto di compiere il suo primo viaggio apostolico nella terra che è legata inscindibilmente alle origini del cristianesimo e oggi richiama i figli di Abramo e l’umanità intera a una fraternità che riconosca e apprezzi le differenze”. “Consapevoli che l’unità dei cristiani non è semplicemente risultato di sforzi umani, ma un dono che viene dall’alto – ha aggiunto il Presidente della CEI – invitiamo tutti i membri delle nostre Chiese, clero, monaci, persone consacrate e fedeli laici, a cercare con fervore il compimento della preghiera che Gesù Cristo ha rivolto al Padre: Perché tutti siano una sola cosa”. Una segno del cammino di riconciliazione, ha annunciato il Card. Zuppi, sarà il primo Simposio delle Chiese cristiane in Italia che si terrà il 23 e 24 gennaio 2026 a Bari.
“A distanza di sessant’anni, l’abbraccio di Gerusalemme e la revoca degli anatemi restano un segno profetico di ciò che l’umanità intera continua a cercare: un linguaggio di riconciliazione che, pur nella pluralità delle tradizioni, possa testimoniare la forza unificante del Vangelo”, ha rimarcato da parte sua Polykarpos, Metropolita d’Italia ed Esarca dell’Europa Meridionale, ricordando che “l’evento del 1965 ha avuto un valore paradigmatico: ha mostrato che la Chiesa, aprendosi e accogliendo l’‘altro’, poteva aprirsi anche alla modernità, senza rinunciare alla propria identità; ha contribuito a formare una generazione di teologi, intellettuali e operatori pastorali convinti che la comunione non è uniformità, ma incontro nella diversità”. Secondo il Metropolita d’Italia ed Esarca dell’Europa Meridionale, oggi, “nel contesto di una società frammentata e secolarizzata, l’unità dei cristiani assume un valore simbolico ancora più alto: è testimonianza di cooperazione nella diversità e di impegno comune per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato”.
Segno concreto della volontà di proseguire nel solco tracciato dalla Dichiarazione comune con cui Papa Paolo VI e il Patriarca Athénagoras, nell’eliminare le sentenze di scomunica, esprimevano il desiderio di “riconciliazione”, la celebrazione – aperta dalle introduzioni delle teologhe Elena Boscos e Viviana De Marco – ha preso il via nella chiesa di San Zaccaria che custodisce il corpo di Sant’Atanasio di Alessandria”. “Egli, che tanto contribuì alla formulazione del Simbolo di Nicea, ci ricorda che l’unità della Chiesa nasce e si fonda nella verità di Cristo, confessata insieme e vissuta nella carità”, ha ricordato Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia, evidenziando che questo riferimento “ci richiama a tornare alle radici comuni della nostra fede” e rappresenta “un segno di speranza, affinché il cammino comune delle nostre Chiese possa proseguire con rinnovato vigore, sostenuto dalla preghiera, dall’ascolto reciproco e dal desiderio sincero di comunione”.
Del resto, ha ribadito nel suo saluto Mons. Athenagoras Fasiolo, Vescovo di Terme e Ausiliare della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, “il dialogo non è un esercizio diplomatico, non si nutre di parole vuote: è un incontro in cui nessuno perde nulla della propria identità, ma anzi la ritrova nella sua verità più profonda”.

 

02 Dicembre 2025

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Si terranno on-line il 27 novembre 2025, il 15 e 29 gennaio 2026 degli incontri formativi per operatori di pastorale giovanile. L´iniziativa è in collaborazione con il Servizio Nazionale per la Tutela dei minori.