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Accoglienza, si amplia
la rete territoriale

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Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, i rappresentati delle regioni, delle province (UPI) e dell’ANCI, dei Servizi per l’Asilo del Ministero dell’Interno ed una delegazione del Tavolo Asilo Nazionale –  di cui fa parte anche Caritas Italiana – si sono riuniti a fine maggio per una verifica e un aggiornamento sulla situazione del sistema d’accoglienza.
La Protezione Civile ha competenza in materia di accoglienza relativa agli arrivi dal Nordafrica, con un mandato limitato nel tempo (fino al 31 dicembre 2011) e alle persone in arrivo dal Nord Africa. Rimangono invece di competenza del Ministero dell’Interno, come confermato anche dal Direttore Generale dei Servizi per l’Asilo, sia le procedure relative al riconoscimento dello status, che la gestione dei centri CARA, CPSA e CIE.
Nel corso della riunione sono stati forniti gli ultimi dati sugli arrivi in Italia: per quanto riguarda i cittadini tunisini, ad oggi, ne sono sbarcati 23.800, di cui poco più di 11.000 hanno avuto il permesso umanitario. Di tutti gli sbarcati, poi, meno di 700 sono tuttora presenti nel sistema d’accoglienza gestito dalla Protezione Civile attraverso le Regioni.
Dalla Libia sono invece arrivate poco più di 15 mila persone e di queste circa 7.800 sono state distribuite nel sistema d’accoglienza della protezione civile.
E’ stata poi affrontata la questione delle convenzioni per la gestione delle accoglienze: al momento sono poche le realtà che pur avendo già attivato delle accoglienze hanno firmato la relativa convenzione con i referenti regionali della protezione civile.
A tale riguardo Il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha informato che tra i suoi uffici, l’UPI e l’ANCI si sta lavorando per arrivare a definire una convenzione standard, evitando le difformità finora createsi sui territori.
Per il Tavolo Asilo sono intervenuti l’ARCI, l’UNHCR, Caritas Italiana e il Centro Astalli.
In particolare, Caritas – congiuntamente alle altre organizzazioni impegnate nella tutela dei migranti – ha sottoposto alla Protezione Civile la necessità di coordinare i differenti percorsi di accoglienza, nonché la questione relativa alla sostenibilità di progetti attivati attraverso convenzioni con hotel, che non prevedono alcun tipo di servizio, e che quindi spostano nel tempo le questioni relative all’integrazione di cui nessuno al momento si occupa.
Al termine dell’incontro, sia da parte della Protezione Civile che da parte dell’ANCI è stata ribadita la volontà di allargare la rete d’accoglienza con le attuali risorse disponibili e quindi recependo nuove strutture attraverso le regioni e poi riconducendo le stesse all’interno di modalità compatibili con il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) e utilizzando strumenti comuni.
Nel corso dell’incontro tenutosi il 30 maggio, il direttore generale delle emergenze della Protezione Civile, che coordina appunto la gestione della loro rete d’accoglienza territoriale, ha chiarito che tutte le regioni hanno indicazioni di allargare la rete attraverso le disponibilità dello Sprar e non solo; le soluzioni provvisorie attivate in queste settimane attraverso accordi con alberghi, pensioni e agriturismo, verranno superate appena possibile, per essere sostituite con soluzioni simili a quelle inserite nello Sprar e che consentano l’erogazione dei servizi previsti nelle convenzioni; la prima tranche di risorse dell’ordinanza di protezione civile è stata trasferita alle regioni e quindi queste possono provvedere a liquidare quanto anticipato fino ad oggi dal territorio; le convenzioni avranno tutte durata dal momento dell’attivazione del servizio e fino al prossimo 31 dicembre; la Protezione Civile è disponibile a verificare nel territorio eventuali ostacoli all’attivazione di strutture di accoglienza, intervenendo ove necessario e promuovendo anche incontri locali.
02 Giugno 2011

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