Sussidio Quaresima 2014 - Liturgia - Musica - 6 aprile - V Domenica 
6 aprile - V Domenica   versione testuale
Andiamo anche noi a morire con lui
Il cammino quaresimale dell’anno A, ha offerto alla comunità cristiana la possibilità di compiere un itinerario biblico verso la Pasqua, caratterizzato da una particolare attenzione alla dimensione catecumenale dell’anno liturgico. Dopo il Vangelo delle tentazioni e della trasfigurazione, comune a tutti e tre i cicli dell’anno liturgico (A-B-C), e a quello della samaritana e del cieco nato, giungiamo ora alla domenica della Risurrezione di Lazzaro.
Di domenica in domenica, Gesù ci introduce gradualmente nel mistero pasquale: egli è l’Acqua viva (Gv 4,5-42), è la Luce del mondo (Gv 9,1-41), ed oggi si presenta a noi come Resurrezione e Vita (Gv 11,1-45).
La graduale manifestazione di Gesù giunge, con questo episodio, al suo pieno compimento. Con la risurrezione di Lazzaro, infatti, il vangelo di Giovanni sottolinea come le parole e il segno compiuto da Gesù provocano la definitiva decisione degli avversari di metterlo a morte. Annuncio e profezia degli eventi ormai prossimi. Questa domenica, dunque, ci invita a varcare la soglia quaresimale per entrare nei giorni della passione, facendo nostro l’invito di Tommaso: “Andiamo anche noi a morire con lui!” (Gv 11,16).
L’antifona d’ingresso, tratta dal libro del profeta Ezechiele, ci invita anzitutto a valorizzare il momento della convocazione (“Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo, mio e vi riconduco nella terra d’Israele”, Ez 37,12-14).
L’assemblea radunata è tempio santo di Dio, il luogo della sua compiacenza. Egli è il pastore che raduna il suo gregge per ricondurlo verso la terra promessa. Il mistero della presenza di Dio in mezzo al suo popolo viene mirabilmente rivelato dai riti di ingresso. La processione iniziale ci ricorda la nostra condizione di popolo disperso, che la mano di Dio raccoglie e raduna per purificarlo e donargli il suo spirito (Rm 8,8-11 – 2a lettura).
A questo contribuisce in modo significativo il canto iniziale. Esso unisce le voci, spezza le durezze dell’individualismo, scuote dalla tristezza, apre il cuore ad accogliere la Parola del Signore. In questo tempo quaresimale, la processione di ingresso richiama il pellegrinaggio del popolo di Israele nel deserto e ricorda alla Chiesa la sua condizione di pellegrina. Potrebbe essere maggiormente valorizzata se, come indicato dal Messale Romano, iniziasse dalla porta della chiesa per giungere all’altare con la croce e il libro dei Vangeli. Anche il saluto iniziale aiuta l’assemblea a riscoprire il mistero della convocazione. In particolare, la formula «Il Signore, che guida i nostri cuori nell’amore e nella pazienza di Cristo…» (2 Ts 3,5), tratta dalla seconda lettera ai Tessalonicesi, rivela a noi il senso del cammino quaresimale: siamo il popolo santo che il Signore conduce nei sentieri dell’amore. 
Anche la Veglia pasquale è caratterizzata da questo movimento processionale che dalla porta (Rito del Lucernario), ci orienta a nutrirci della sua Parola (liturgia della Parola) per culminare nella Liturgia Battesimale e La liturgia Eucaristica (compimento del mistero pasquale).
La Domenica della risurrezione di Lazzaro chiude il tempo dei grandi segni cristologici per introdurci nella Domenica della Passione, preludio dei misteri pasquali.
Nei riti di conclusione, si potrebbe invitare l’assemblea a prepararsi alle imminenti festività pasquali attraverso la celebrazione del sacramento della Riconciliazione e le altre pratiche penitenziali proposte dalla Chiesa (vd. celebrazione penitenziale).
Per l’animazione musicale della celebrazione suggeriamo:
 
  • Canto d’ingresso: Chi mi seguirà (RN 79);
  • Atto penitenziale: Kyrie, eleison (RN 4);
  • Canto di comunione, Comunione: Soccorri i tuoi figli (RN 98) le strofe per la V domenica di Quaresima, anno A.