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Mercoledì 30 Marzo 2016
Il concorso parte il 3 aprile
Perché... un altro mondo è possibile   versione testuale
Si apriranno il 3 aprile per concludersi il 1° maggio le selezioni del concorso In Un Altro Mondo.
Promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con Caritas Italiana, la terza edizione del progetto mette in palio un mese di volontariato da trascorrere accanto ai più fragili della terra, nei luoghi in cui sono arrivati i fondi dell’8xmille.
“In un mondo dove sembra che prevarichi l’indifferenza, l’individualismo, il protagonismo, bisogna offrire ai giovani messaggi positivi, di condivisione e – soprattutto in questo anno giubilare straordinario – di misericordia. Questo progetto di comunicazione non punta i riflettori sui ragazzi che sceglieremo, ma sulle persone che essi andranno a visitare. Il premio per i vincitori è quello di offrire se stessi a chi non ha nulla - ha dichiarato Matteo Calabresi, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica –, perché chiederemo ancora una volta ai quattro giovani che partiranno la prossima estate di mettere per un mese al centro della propria vita gli altri, di misurare il proprio successo con la capacità di servire il prossimo in modo fraterno”.
I ragazzi partiti nelle edizioni precedenti hanno dichiarato, di ritorno dal viaggio, che dopo questa esperienza la loro vita è cambiata in meglio: tutti sono tornati più ricchi di umanità grazie alla condivisione con gli orfani, i malati, i poveri, i dimenticati.
La selezione dei quattro candidati avverrà sul Web, attraverso il sito www.inunaltromondo.it, sul quale poi i vincitori pubblicheranno il materiale multimediale che avranno raccolto.
La partenza è prevista tra la fine di luglio e i primi di settembre, alla volta del centro di accoglienza per rifugiati della Caritas in Serbia, della casa per volontari del Ovci la Nostra Famiglia - che insieme alla Fondazione Don Gnocchi e Focsiv - porta avanti un progetto per la cura e riabilitazione delle persone con disabilità in Ecuador, del centro di aiuto alla vita dell’associazione Maria Madre della Vita in Brasile, e della sede Caritas di Capiz nelle Filippine, che si occupa di progetti di post-ricostruzione dopo l’emergenza dovuta al tifone Haiyan.