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20 novembre 2017

Sant'Edmondo
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Settimane Sociali

Memoria e promessa nel cammino delle generazioni

papa
La famiglia – frutto “dell’unità nella differenza tra uomo e donna e della sua fecondità” e “bene per tutti” – rimane “il primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo”. Come tale dunque “merita di essere fattivamente sostenuta”. Lo ricorda Papa Francesco nel Messaggio inviato alla 47° Settimana Sociale dei cattolici italiani, auspicando che l’evento che si è aperto giovedì 12 a Torino aiuti a mettere in evidenza “il legame che unisce il bene comune alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, la di là di pregiudizi e ideologie”. La famiglia, infatti, spiega il Papa, è “ben più che un tema: è vita, è tessuto quotidiano, è cammino di generazioni che si trasmettono la fede insieme con l’amore e con i valori morali fondamentali, è solidarietà concreta, fatica, pazienza, e anche progetto, speranza, futuro”. Ma, ammonisce, “speranza e futuro presuppongono memoria”. “La memoria dei nostri anziani – osserva – è il sostegno per andare avanti nel cammino. Il futuro della società, e in concreto della società italiana, è radicato negli anziani e nei giovani: questi perché hanno la forza e l’età per portare avanti la storia; quelli perché sono la memoria viva”. Nel suo Messaggio, Papa Francesco torna infatti a ribadire che “un popolo che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha futuro perché maltratta la memoria e la promessa”.

Queste riflessioni, precisa il Papa, non interessano “solamente i credenti, ma tutte le persone di buona volontà, tutti coloro che hanno a cuore il bene comune del Paese”. Perché la famiglia “è scuola privilegiata di generosità, di condivisione, di responsabilità, scuola che educa a superare una certa mentalità individualistica che si è fatta strada nelle nostre società”. Ecco dunque che “sostenere e promuovere le famiglie, valorizzandone il ruolo fondamentale e centrale, è operare per uno sviluppo equo e solidale”. “Non possiamo ignorare – afferma il Pontefice – la sofferenza di tante famiglie, dovuta alla mancanza di lavoro, al problema della casa, all’impossibilità pratica di attuare liberamente le proprie scelte educative”. E neppure “la sofferenza dovuta ai conflitti interni alle famiglie stesse, ai fallimenti dell’esperienza coniugale e familiare, alla violenza che purtroppo si annida e fa danni anche all’interno delle nostre case”. “A tutti – conclude Papa Francesco – dobbiamo e vogliamo essere particolarmente vicini, con rispetto e con vero senso di fraternità e di solidarietà”.
12 settembre 2013

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Ufficio Nazionale per l‘ecumenismo e il dialogo interreligioso Convegno "Nel nome di colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo (cfr. Ef 2,16)"
Il Convegno prende lo spunto ideale dal quinto centenario della Riforma del XVI secolo e si prefigge di interrogarsi su cosa può significare “riforma” nel contesto storico attuale. Il programma è frutto di un bel lavoro di riflessione e di confronto comune da parte dei rappresentanti delle varie Chiese: Chiesa cattolica, Arcidiocesi Ortodossa di Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, Chiesa Apostolica Armena, Diocesi di Roma del Patriarcato Copto Ortodosso, Chiesa d’Inghilterra, Diocesi Ortodossa Romena d’Italia e Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.