“Padre Santo, sono molteplici le ragioni che rallegrano il nostro cuore…”. Così il Card. Bagnasco a Papa Francesco, giovedì 23 maggio, nella Basilica di San Pietro in occasione della celebrazione della professio fidei, che ha coinvolto tutti i Vescovi italiani.
E il Papa: “Complimenti per il lavoro di questa Assemblea! Sono sicuro che è stato forte! Andate avanti con fratellanza!” E Francesco ricorda le competenze della CEI.
Nell’omelia il Papa traccia il profilo del Pastore, modellandolo sul dialogo tra Gesù e Pietro.
Se fosse di raccontare in uno scatto fotografico la 65ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, l’immagine ritrarrebbe i Vescovi delle Chiese che sono in Italia far corona attorno alla Tomba di San Pietro, a ridirsi le ragioni e le esigenze del loro aver consacrato la vita nella fede nel Signore Gesù. Fra loro – uno di loro, come ha voluto evidenziare – Papa Francesco, che invita ciascuno a misurarsi con la domanda enorme – “l’unica questione veramente essenziale” – posta da Gesù a Pietro: “Mi ami tu?”.
“La comunità ecclesiale educa conducendo ogni uomo alla sequela dell’unico e vero Maestro”. Rispetto a tale orizzonte, vanno evitate alcune visioni distorte: ritenere che “l’educazione si risolva nel solo informare”; “confondere libertà e spontaneità”; ridurre la relazione educativa a “una relazione fra uguali”. Educare presuppone l’adulto; vive di aver cura, custodire e formare che rimandano a precisi criteri di scelta quanto alla figura dell’educatore. Su questi temi si è confrontata l’Assemblea Generale nei lavori di martedì 21 maggio.
L’inizio del nuovo Pontificato con il suo invito a ritornare sul mistero della Chiesa nella luce del Concilio Vaticano II; la carità pastorale che deve caratterizzare la vocazione e la missione innanzitutto dei pastori; la centralità della fede, da cui sgorga l’attenzione per i bisognosi; l’esigenza di superare contrapposizioni che paralizzano il vivere sociale; il richiamo alla politica, perché pensi alla gente senza distrazioni: questi alcuni dei temi della prolusione del Cardinale Presidente, Angelo Bagnasco, che lunedì 20 maggio ha aperto l’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana.
“Difendere la vita in tutte le sue fasi ed espressioni” appartiene “alla coscienza umana, non solo cattolica e non solo cristiana”.
Il Card. Angelo Bagnasco, venerdì 10 maggio, a margine dell’udienza del Santo Padre con il Ccee, rilancia l’iniziativa dei cittadini europei “Uno di noi”, che raccoglie firme in tutta l’Unione europea per il pieno riconoscimento della statuto dell’embrione umano e per evitare stanziamenti di fondi Ue per la ricerca che distrugga embrioni. Domenica 12 maggio mobilitazione in tutte le parrocchie italiane.